In Italia la selezione delle immagini da riprodurre sulle monete in euro è stata effettuata in via preliminare da una commissione tecnico-artistica nazionale e si è conclusa attraverso il voto dei cittadini nel corso di una trasmissione di Rai 1. Ogni moneta presenta un simbolo diverso, scelto fra i più celebri capolavori italiani. Sulla moneta da €2 figura il ritratto di Dante Alighieri dipinto da Raffaello nelle stanze di Giulio II nei Palazzi Vaticani. Sul bordo della moneta da €2 è inciso il motivo “2*”, riportato sei volte a orientazione alternata, dal basso in alto e dall’alto in basso. La moneta da €1 reca il celebre disegno di Leonardo da Vinci sulle proporzioni ideali del corpo umano, conservato presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia. La moneta da 50 cent reca il monumento equestre dell’imperatore romano Marco Aurelio.
La moneta da 20 centesimi è riprodotta una scultura di Umberto Boccioni, uno dei massimi esponenti della corrente futurista italiana. Sulla moneta da 10 cent è riprodotto un particolare del dipinto “La nascita di Venere”, per celebrare uno dei maggiori artisti italiani, Sandro Botticelli. La moneta da 5 cent raffigura l’Anfiteatro Flavio (Colosseo), edificato fra il 75 d.C., sotto l’imperatore Vespasiano, e l’80 d.C., anno in cui fu inaugurato dall’imperatore Tito. Sulla moneta da 2 cent è raffigurata la Mole Antonelliana, edificata nel 1863 su un progetto dell’architetto Alessandro Antonelli. Sulla moneta da 1 cent figura il Castel del Monte.
Per alcuni, sono solo delle monete di poco conto che occupano solo dello spazio nel portafogli, per altri, invece, un tesoro: stiamo parlando delle monete da 20 centesimi, alcune delle quali hanno già acquisito un discreto valore. I collezionisti sono infatti disposti a sborsare una bella somma per ottenerli. Dalla lira “spiga” alle 10 lire “Pegaso”: ecco le monete più cercate e quanto valgono. I 20 centesimi rari.
Ma quand'è che una moneta da 20 centesimi viene considerata rara? Ciò che interessa gli appassionati sono gli errori di conio, che rendono il pezzo unico nel suo genere, o le tirature. Ecco dunque che fra le varie monete da 20 centesimi ne spicca una particolare, ossia quella coniata nel 2002. Sulla moneta è stata raffigurata una scultura di Umberto Boccioni, un personaggio illustre del futurismo italiano. Per possedere uno di questi pezzi, i collezionisti sono disposti a pagare fino a 1.950 euro.
Altre monete da 20 centesimi molto ricercate sono quelle senza le tipiche scanalature sul bordo esterno. Anche in questo caso si tratta di un errore di conio. Il difetto è minimo, pertanto il costo non è ancora elevato. Al momento un esemplare di questo tipo può valere sui 38 euro. Una particolarità in Germania: la moneta da 20 centesimi coniata nel 2002. La particolarità di questo esemplare sta nel fatto che i produttori l'hanno coniata con la forma e il peso di una moneta da 10 centesimi. Un errore clamoroso, che però adesso viene ricercato dagli appassionati, pronti a sborzare la cifra di 165 euro.
Toskánská italská polévka s fazolemi
Fra i pezzi non comuni, e quindi ricercati, troviamo le monete da 20 centesimi prodotte in Slovenia dal 2011 al 2018, con una tiratura di pochissimi esemplari. Stesso discorso per le emissioni della Slovacchia del 2017 e del 2018, oppure di Malta (dal 2011 al 2015, del 2017, del 2018 e del 2019), di San Marino (2004, 2006, dal 2009 al 2012 e del 2014 e 2015), della Francia (2012), di Cipro e della Finlandia (2013). Un'altra moneta da 20 centesimi molto rara è quella di Monaco del 2004, che ha il cavaliere, sigillo della famiglia Grimaldi. E molte altre. Solitamente queste monete a tiratura limitata hanno un valore che va dai 50 centesimi ai 4 euro, ma alcune possono arrivare anche a 30 euro.
La moneta da 20 centesimi italiana
Per quanto riguarda il nostro Paese, la moneta da 20 centesimi più ricercata è quella del 1999, considerata una "moneta di prova". Classificata come R5, ossia come una delle più rare, è divenuta un'ossessione per i collezionisti. A causa di un errore, i pezzi vennero coniati con il millesimo 1999, invece che 2002, e alcune non sono andate distrutte, diventando molto preziose. Il valore sul mercato.
Per alcuni attribuire un simile valore alle monete da 20 centesimi è eccessivo e prematuro, anche perché alcuni "errori di conio" sono poi risultati essere delle conseguenze dell'usura. Il realtà, però, per questi pezzi comincia già ad esserci un discreto mercato. Sulla moneta italiana da venti centesimi di Euro è raffigurata probabilmente l’opera d’arte meno nota tra quelle scelte dalla Repubblica per la nuova valuta. Questo perché nell’immaginario collettivo dei cittadini italiani resta forte la conoscenza dell’arte del passato, mentre di rado il grande pubblico ha presente opere di arte contemporanea. Il soggetto presente sulla moneta riproduce un bronzo realizzato da Umberto Boccioni e intitolato “Forme uniche nella continuità dello spazio” (1913). La scultura, conservata nella collezione Mattioli di Milano, è nettamente riferibile alla corrente artistica del Futurismo italiano: essa rappresenta un uomo in movimento.
Si può parlare a proposito di “sintesi dinamica”: l’artista ha tentato di rappresentare il movimento colto nella sua spontaneità, la velocità, che interessa sia l’oggetto stesso che si muove, sia lo spazio in cui si muove. E’ proprio questo che si intende per “forma unica”, cioè una forma unitaria del corpo, che si muove in una direzione e dello spazio che essa attraversa, che sembra muoversi in senso opposto. La teoria di Boccioni, che si propone di cogliere l’immediatezza di questo fenomeno, è in aperto contrasto con la contemporanea analisi cubista, che tendeva ad approfondire il dato attraverso un processo logico di scomposizione nello spazio di vari punti di vista. L’artista calabrese riproduce la deformazione venuta sotto la spinta della velocità, studiando una figura nuda che cammina. La novità è evidente sin dal punto di vista programmatico: la statua, infatti, oggetto immobile per antonomasia, diviene in quest’opera qualcosa di dinamico. Dinamismo in stasi: Umberto Boccioni firma la moneta da 20 centesimi di euro con la sua opera Forme uniche della continuità nello spazio.
Questa moneta, a differenza delle altre, è l’unica a raffigurare un’opera di arte contemporanea. Testimonia quanto la memoria collettiva artistica italiana sia prevalentemente incentrata su conoscenze del passato e meno sul presente e sul contemporaneo. Questa scultura, però, è portavoce di un momento storico-artistico cruciale per l’Italia e il suo panorama artistico e culturale. Simbolo di una fase della storia italiana da non dimenticare. Umberto Boccioni e l’arte futurista.
Forme uniche della continuità nello spazio di Umberto Boccioni, è la scultura simbolo del Futurismo italiano, Avanguardia del primo Novecento che rivoluzionò la percezione artistica delle opere e la definizione di Arte stessa. Il Futurismo è il primo movimento con un programma preventivo che rompe il legame con il passato proiettandosi al futuro. Segno distintivo di tale corrente è la vena polemica con cui approccia alla società e agli eventuali oppositori. Potremmo dire che questa corrente si presentava come un vero inno alla modernità, senza, però, tener conto dei possibili risvolti negativi della mitizzazione della macchina. Il movimento prende parte alle ideologie del fondatore Filippo Tommaso Marinetti esplicate nel Manifesto del Futurismo pubblicato a Parigi il 20 febbraio 1909 e tra i vari punti si legge: “Il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa […] e, per conseguenza, la macchina, che con il motore moltiplica le forze dell’uomo inebriandolo di potenza.”
Filippo Tommaso Marinetti, ritratto di Emilio Sommariva. Questa corrente inglobò ogni ambito culturale, da quello letterario a quello musicale e artistico. Il movimento, l’energia, il progresso e il futuro sono le parole chiave di tale movimento che raggiunge posizioni estremiste nei confronti del passato e dei luoghi ad esso dedicati come biblioteche e musei. Professori, archeologi e studiosi sono attaccati e definiti la causa della “cancrena del paese” dai futuristi, con un linguaggio irritante e contraddittorio, totalmente scevro da sensibilità e romanticismo. “Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademia di ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo …”.
Filippo Tommaso Marinetti, Il Manifesto, 1909. Gli artisti cominciano a integrare nelle loro opere il concetto della velocità, del movimento e del dinamismo, interpretandolo su tele e sculture, senza abbandonare mai del tutto la figura umana, che si dispiega nello spazio creando un rapporto tra spazio e atmosfera. Umberto Boccioni, oltre ad essere stato uno tra i più influenti artisti futuristi in ambito pittorico, realizzò anche diverse opere scultoree, tra cui quella che è raffigurata sulla moneta da 20 centesimi di euro. Umberto Boccioni, Forme uniche della continuità nello spazio, 1913.
In Forme uniche della continuità nello spazio del 1913, le parti del corpo sono modellate da Umberto Boccioni con dinamismo e l’aria contro cui l’uomo si staglia “entra profondamente nelle cavità che si aprono” (S. Gallo, Arte del Novecento 2002). Nonostante ciò, i muscoli della figura sono intravedibili, simboli della forza dell’uomo e della sua potenza, creano una contrapposizione tra rigidità e fluidità nell’opera. L’artista calabrese non è il solo artista: la moneta presenta vari elementi al suo interno oltre la statua di Umberto Boccioni, decifrarla significa comprenderne ogni elemento. A sinistra della statua è localizzato un acronimo costituito da due lettere: “R” e “I”, che stanno ad indicare la sigla “Repubblica Italiana”. A destra troviamo invece l’anno di coniazione. Ma sotto cosa sono quelle due iniziali? Forse nessuno ci pensa mai ma anche le monete hanno degli autori e in questo caso, le iniziali “MAC” stanno per Maria Angela Cassol, medaglista scelta in occasione del conio dell’euro italiano nell’anno 2002, per disegnare la moneta da 20 centesimi.